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    <title>Software on Consapevolezza digitale</title>
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    <description>Recent content in Software on Consapevolezza digitale</description>
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      <title>Cos&#39;è davvero l&#39;open source</title>
      <link>https://consapevolezza-digitale.pages.dev/it/posts/open-source/</link>
      <pubDate>Mon, 21 Sep 2026 00:00:00 +0200</pubDate>
      
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      <description>&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;Difficoltà: base, nessuna conoscenza richiesta per la comprensione
dell&amp;rsquo;articolo&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Ogni programma che vedete sui vostri dispositivi (ma anche quelli che non
vedete, che sono parecchi) è stato scritto da un programmatore mediante delle
parole in codice che ne descrivono il comportamento. Queste parole formano il
cosiddetto &lt;strong&gt;codice sorgente&lt;/strong&gt;, o più in breve &lt;strong&gt;codice&lt;/strong&gt;, del programma in
questione.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;All&amp;rsquo;inizio della storia informatica il codice non era considerato un segreto da
custodire, ma il capitalismo ha seguito il suo solito corso e qualcuno ha capito
che si poteva trarre profitto dalla vendita del software. Si è iniziato allora a
custodire il codice sorgente dei programmi commerciali per impedire &amp;ldquo;furti di
proprietà intellettuale&amp;rdquo;. È stata applicata al codice dei programmi la legge
sulla proprietà intellettuale e la situazione è diventata simile a quella dei
brevetti.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;Tenete presente che nella maggior parte dei casi non è possibile risalire al
codice sorgente avendo a disposizione il programma finale.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Molte persone hanno però trovato estremamente limitativa l&amp;rsquo;idea che ogni
programma debba essere completamente controllato da una singola azienda.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&#34;le-origini&#34;&gt;Le origini&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Emblematico è un aneddoto di Richard Stallman, programmatore e attivista
dell&amp;rsquo;open source, che nel 1980 non poté, per problemi di licenza, modificare il
codice di una stampante in un laboratorio. Il suo obiettivo era semplicemente
fare in modo che ogni utente del dispositivo ricevesse una notifica quando le
proprie stampe fossero andate a buon fine o se la carta si fosse bloccata, ma
&lt;strong&gt;dovette accontentarsi di ciò che i produttori della stampante avevano
deciso&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Con numerosissimi oggetti quotidiani questa cosa non ha senso: immaginate di non
poter mettere una pezza su un vestito, cambiare le perline di una collana,
portare l&amp;rsquo;auto dal meccanico per farla aggiustare, sostituire i lacci delle
scarpe o le viti di un mobile. È vero che negli ultimi anni a molti oggetti
quotidiani si è cercato di limitarne le possibilità di utilizzo (si pensi alle
batterie che ormai sono integrate in qualsiasi dispositivo elettronico), ma per
il software queste limitazioni sono molto restrittive.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fortunatamente, anche e soprattutto grazie a Stallman, si sviluppò
parallelamente a questa idea tecnologica una nuova cultura, che promuoveva la
condivisione e la collaborazione tra le persone.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&#34;cosa-vuol-dire-quindi-open-source&#34;&gt;Cosa vuol dire quindi &amp;ldquo;open source&amp;rdquo;?&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il &lt;strong&gt;software libero&lt;/strong&gt;, anche detto &lt;strong&gt;open source&lt;/strong&gt;, è software dove le logiche
di competizione economica e di avidità crollano in favore di un senso di
comunità dove al centro è messa la persona e non il denaro.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;L&amp;rsquo;opposto di &lt;em&gt;software libero&lt;/em&gt; è &lt;em&gt;software proprietario&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Qualcunə di voi avrà magari già sentito il termine e penserà che indichi
software che è gratuito. Qualcun&amp;rsquo;altrə invece potrebbe pensare che significhi
&amp;ldquo;libero accesso al codice sorgente&amp;rdquo; (d&amp;rsquo;altro canto la traduzione letterale è
&amp;ldquo;sorgente aperta&amp;rdquo;). Entrambi questi preconcetti possono essere veri, ma il punto
chiave del software libero è la &lt;strong&gt;libertà&lt;/strong&gt;, un concetto più ampio rispetto al
mero prezzo. Perché un software possa essere definito &lt;em&gt;libero&lt;/em&gt;, deve rispettare
le &lt;strong&gt;4 libertà fondamentali&lt;/strong&gt;:&lt;/p&gt;
&lt;ol&gt;
&lt;li&gt;Il software deve poter essere eseguito da chiunque per qualunque scopo&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Il codice dev&amp;rsquo;essere disponibile per essere studiato e non vi devono essere
limitazioni di licenza per poterlo modificare&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Ognuno ha diritto di distribuire il software senza limitazioni&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Ognuno ha diritto di ridistribuire versioni modificate del software&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;h2 id=&#34;le-conseguenze&#34;&gt;Le conseguenze&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il software libero ha l&amp;rsquo;obiettivo di rendere il mondo un posto migliore. Il
programmatore che si crea un programmino per aiutarsi in un proprio problema
decide poi di rendere il suo programmino pubblico e open source. Tanti altri
programmatori lo prenderanno, lo modificheranno, lo espanderanno fino a farlo
diventare estremamente funzionale e completo, in grado di competere (spesso
superando in qualità) con il software proprietario creato dalle grandi aziende.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il grande punto di forza del software libero è la potenzialità di diventare un
progetto di comunità, dove la collaborazione porta a risultati eccellenti. E la
collaborazione non avviene solo tra programmatori: anche artisti, designer,
traduttori, tester, nonostante la possibile assenza di competenze tecniche
possono contribuire allo sviluppo del software. Per non parlare degli utenti,
che utilizzando il software possono riportare agli sviluppatori i problemi che
riscontrano, in modo che questi ultimi possano correggerli.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un&amp;rsquo;altra grande forza dell&amp;rsquo;open source sta nell&amp;rsquo;ambito della sicurezza
informatica. Se tutti possono studiare il codice, qualcuno potrebbe trovarci le
cosiddette &lt;em&gt;vulnerabilità&lt;/em&gt;, ovvero dei problemi che permetterebbero agli hacker
di violare tale software. Queste vulnerabilità vengono quindi riportate agli
sviluppatori e corrette più in fretta di quanto possa avvenire con un software
proprietario.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&#34;il-ruolo-del-software-libero-nel-mondo-dellinformatica&#34;&gt;Il ruolo del software libero nel mondo dell&amp;rsquo;informatica&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Sembra tutto molto bello, ma quanto effettivamente viene utilizzato il software
libero nel mondo? Dopo aver letto quello che ho scritto potreste pensare che sia
un mondo di pura hobbistica, relegato a quei pochi nerd appassionati che
condividono tra loro il lavoro che fanno.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La realtà è però ben diversa: &lt;strong&gt;il software libero tiene in piedi l&amp;rsquo;intera
infrastruttura informatica mondiale&lt;/strong&gt;, non sto esagerando. Tutti i data
center—che in questo periodo stanno spuntando come funghi—sono pieni di computer
che eseguono decine di programmi open source. &lt;a href=&#34;https://consapevolezza-digitale.pages.dev/it/posts/linux&#34;&gt;Linux&lt;/a&gt;, il
progetto open source più riuscito, domina l&amp;rsquo;ambiente dei server (i computer che
stanno nei data center) e sta anche crescendo nell&amp;rsquo;ambito desktop (i nostri
normali computer, o console come lo Steam Deck).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;C&amp;rsquo;è anche una grandissima quantità di software open source; per darvi un&amp;rsquo;idea
elencherò solo alcuni dei programmi più famosi perché altrimenti non finirei
più:&lt;br&gt;
&lt;a href=&#34;https://www.firefox.com/it/&#34;&gt;Firefox&lt;/a&gt;,
&lt;a href=&#34;https://www.chromium.org/chromium-projects/&#34;&gt;Chromium&lt;/a&gt;,
&lt;a href=&#34;https://www.videolan.org/vlc/&#34;&gt;VLC&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.blender.org/&#34;&gt;Blender&lt;/a&gt;,
&lt;a href=&#34;https://www.libreoffice.org/&#34;&gt;LibreOffice&lt;/a&gt;,
&lt;a href=&#34;https://www.audacityteam.org/&#34;&gt;Audacity&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.android.com/&#34;&gt;Android&lt;/a&gt;,
&lt;a href=&#34;https://www.gimp.org/&#34;&gt;GIMP&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://www.python.org/&#34;&gt;Python&lt;/a&gt;,
&lt;a href=&#34;https://git-scm.com/&#34;&gt;Git&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://7-zip.org/&#34;&gt;7Zip&lt;/a&gt;,
&lt;a href=&#34;https://wordpress.org/&#34;&gt;WordPress&lt;/a&gt;,
&lt;a href=&#34;https://code.visualstudio.com/&#34;&gt;Visual Studio Code&lt;/a&gt;,
&lt;a href=&#34;https://www.thunderbird.net/it/&#34;&gt;Thunderbird&lt;/a&gt;,
&lt;a href=&#34;https://calibre-ebook.com/&#34;&gt;Calibre&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#34;https://kodi.tv/&#34;&gt;Kodi&lt;/a&gt; e un&amp;rsquo;infinità di
altri.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&#34;come-si-è-evoluto-il-software-proprietario&#34;&gt;Come si è evoluto il software proprietario&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Ho parlato prima delle limitazioni intrinseche del software proprietario, ma gli
avidi ricconi, sempre in cerca di nuovi modi di guadagnare, si sono inventati
nuove strategie che sfruttano la segretezza e la prigionia creata dal software
proprietario. Non approfondirò troppo la questione in questo articolo
(probabilmente lo farò in altri), ma vi elencherò e descriverò brevemente le
principali:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Dark pattern&lt;/strong&gt;: chi progetta un&amp;rsquo;applicazione utilizza subdole tecniche
psicologiche per portare l&amp;rsquo;utente a fare cose che non vorrebbe in realtà fare
(come cedere dati, visualizzare pubblicità, comprare cose che non necessita o
inserire costi nascosti dietro a indicazioni fuorvianti);&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Vendor lock-in&lt;/strong&gt;: chi progetta un&amp;rsquo;applicazione utilizza tecniche
informatiche e non per fare in modo che l&amp;rsquo;utente sia costretto a utilizzare
servizi di una stessa azienda, senza la libertà di poter scegliere (pensate a
Apple o Adobe);&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Obsolescenza programmata&lt;/strong&gt;: l&amp;rsquo;azienda che crea un nuovo software aggiorna le
versioni precedenti per farle funzionare peggio, in modo che gli utenti siano
costretti a utilizzare quello che l&amp;rsquo;azienda decide (normalmente pagando).
Ancora peggio, ma succede molto spesso, il software che controlla un
dispositivo un po&amp;rsquo; più &amp;ldquo;vecchio&amp;rdquo; viene reso pesante in modo che l&amp;rsquo;utente, che
vede il dispositivo meno reattivo, creda di doverlo cambiare (quando in realtà
funziona ancora benissimo);&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Cambiamenti di licenza&lt;/strong&gt;: immaginate di pagare per un programma
professionale. Da un giorno all&amp;rsquo;altro l&amp;rsquo;azienda potrebbe decidere di cambiare
il prezzo e trasformarlo in un abbonamento. Oppure ciò che era gratuito per
utenti non professionisti potrebbe terminare il piano ed essere utilizzabile
solo a pagamento;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;Discontinuazione&lt;/strong&gt;: se l&amp;rsquo;azienda crea un nuovo software e non vuole più
mantenere quello vecchio, sarete tutti costretti a smettere di usare quello
vecchio in favore di quello nuovo;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;strong&gt;DRM&lt;/strong&gt;: se usate un software a pagamento, normalmente sono presenti altri
programmi che si occupano di verificare che abbiate effettivamente pagato.
Questi programmi possono essere scomodi, portarvi via tempo e risorse del
computer, o anche essere complessi da utilizzare e creare problemi.&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;p&gt;Per non dilungarmi troppo ho un po&amp;rsquo; semplificato le questioni senza ad esempio
differenziare fra software proprietario gratuito e a pagamento. In ogni caso
spero di avervi dato un&amp;rsquo;idea generale dei problemi che il software proprietario
crea. Se siete interessati e volete seguire questo blog, in futuro approfondirò
alcuni di questi problemi in articoli dedicati.&lt;/p&gt;
&lt;h2 id=&#34;conclusione&#34;&gt;Conclusione&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Sono un grande sostenitore della collaborazione come alternativa alla
competizione e per questo adoro e promuovo l&amp;rsquo;ecosistema del software libero.
Spero che questo articolo abbia potuto darvi una panoramica superficiale di
questo mondo e vi invito a informarvi sulla licenza del software che utilizzate
e che utilizzerete, prediligendo software che vi rispetta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Se vi piace il mio blog potete seguire il mio &lt;a href=&#34;https://consapevolezza-digitale.pages.dev/it/index.xml&#34;&gt;feed&lt;/a&gt; e
condividere questo o altri articoli con qualcunə che conoscete. Alla prossima!&lt;/p&gt;
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